Cos’è la Carta Acquisti e chi può richiederla?
Come funziona la Carta Acquisti e quanto viene caricato
La Carta Acquisti, conosciuta anche come Social Card, è una misura di sostegno economico dello Stato italiano introdotta dal Decreto Legge n. 112 del 2008. È destinata ai cittadini che si trovano in una situazione economica particolarmente fragile e appartengono a una delle categorie previste dalla legge.
La carta ha un valore di 40 euro al mese, ma il pagamento non viene effettuato mensilmente. La card viene infatti caricata ogni due mesi con 80 euro, per un valore massimo ordinario di 480 euro in un anno completo.
Non si tratta di una carta di credito né di un normale conto corrente. È una carta di pagamento elettronica ricaricabile, emessa da Poste Italiane e alimentata direttamente dallo Stato. Non è possibile versare denaro proprio sulla carta o utilizzarla per prelevare contanti.
La Carta Acquisti può essere utilizzata nei negozi alimentari, supermercati, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard. Può inoltre essere utilizzata presso gli uffici postali per il pagamento delle bollette elettriche e del gas. Alcuni negozi convenzionati con il programma possono applicare ulteriori sconti ai titolari.
Il contributo serve quindi principalmente a sostenere la spesa alimentare, sanitaria e alcune utenze domestiche. Non è invece una carta utilizzabile liberamente per qualsiasi tipo di acquisto online o fisico.
È importante non confondere la Carta Acquisti ordinaria con la Carta Dedicata a te. Quest’ultima è una misura differente, destinata a determinati nuclei familiari con ISEE non superiore a 15.000 euro e viene assegnata automaticamente senza una domanda del cittadino. Nel 2026 il contributo della Carta Dedicata a te è pari a 500 euro per ciascun anno previsto dalla misura.
Se vuoi conoscere le date previste per l’altra misura, puoi consultare anche la guida su quando arriva la Carta Dedicata a te.
Chi ha diritto alla Carta Acquisti ?
La Carta Acquisti può essere richiesta da due categorie principali di beneficiari:
- cittadini con almeno 65 anni;
- genitori, tutori o soggetti affidatari di bambini con meno di 3 anni.
Non basta però appartenere a una di queste categorie. È necessario rispettare requisiti relativi a ISEE, reddito, cittadinanza, residenza, patrimonio, immobili, autoveicoli e utenze domestiche.
Nel 2026, per i cittadini di almeno 65 anni, l’indicatore ISEE deve essere inferiore a 8.230,81 euro.
Per chi ha un’età compresa tra 65 e 69 anni, anche i trattamenti pensionistici o assistenziali cumulati con i redditi propri devono essere inferiori a 8.230,81 euro all’anno. Per chi ha almeno 70 anni, questa seconda soglia sale a 10.974,42 euro annui, mentre il limite ISEE rimane 8.230,81 euro.
Per un bambino di età inferiore a tre anni, l’ISEE del nucleo deve invece essere in corso di validità e inferiore a 8.230,81 euro. Il titolare della carta sarà il genitore, il tutore o l’altro soggetto che esercita la responsabilità sul minore.
Sono previsti anche requisiti di cittadinanza e soggiorno. Possono rientrare nella misura, tra gli altri, cittadini italiani, cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea e determinate categorie di familiari di cittadini italiani o europei titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente. Sono inclusi anche alcuni cittadini stranieri in possesso del titolo di soggiorno richiesto, oltre a rifugiati politici e titolari di protezione sussidiaria.
Il beneficiario deve inoltre essere residente in Italia e regolarmente iscritto all’Anagrafe della popolazione residente.
Quali sono i requisiti ISEE e patrimoniali della Carta Acquisti?
ISEE, reddito, immobili, auto e utenze: tutti i limiti
Per ottenere la Carta Acquisti non è sufficiente avere un ISEE inferiore a una certa soglia. La normativa stabilisce anche limiti relativi al patrimonio e al possesso di determinati beni.
Nel 2026 l’ISEE deve essere inferiore a 8.230,81 euro, sia per i beneficiari con almeno 65 anni sia per i bambini sotto i tre anni. La dichiarazione ISEE deve essere valida nel periodo in cui si beneficia della misura.
Il patrimonio mobiliare rilevato attraverso la dichiarazione ISEE non può inoltre essere superiore a 15.000 euro.
Per quanto riguarda gli immobili, il richiedente e gli altri soggetti considerati dalla misura non devono essere proprietari di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%. Per immobili non destinati ad uso abitativo, compresi quelli eventualmente detenuti all’estero e quelli appartenenti alla categoria catastale indicata dalla normativa, il limite della quota di proprietà è pari o superiore al 10%.
Sono previsti anche limiti relativi agli autoveicoli e alle utenze. In base alle informazioni INPS aggiornate, non si può risultare proprietari di più di due autoveicoli né intestatari di più di una utenza elettrica domestica o di più di una utenza elettrica non domestica. Sono inoltre previsti specifici limiti per le utenze del gas.
Per gli anziani esiste un’ulteriore condizione: il beneficiario non deve usufruire del vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni perché ricoverato in un istituto di cura di lunga degenza o detenuto in un istituto di pena.
Questi criteri spiegano perché due persone con lo stesso indicatore ISEE non hanno necessariamente entrambe diritto alla Carta Acquisti. L’INPS effettua un controllo più ampio della situazione dichiarata.
La DSU utilizzata per ottenere l’attestazione ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata. Chi riceve già la Carta Acquisti deve quindi mantenere un ISEE aggiornato ogni anno. L’INPS precisa che, in assenza di una nuova DSU valida, l’erogazione può essere sospesa fino alla presentazione della nuova dichiarazione.
Carta Acquisti, Carta Dedicata a te e Assegno di Inclusione: le differenze
La presenza di diverse carte e misure sociali può generare confusione. Carta Acquisti, Carta Dedicata a te e Assegno di Inclusione non sono la stessa cosa.
La Carta Acquisti ordinaria è destinata esclusivamente alle categorie indicate dalla normativa: persone con almeno 65 anni e nuclei con bambini sotto i tre anni, nel rispetto dei requisiti economici e patrimoniali. Viene richiesta dal cittadino e prevede un accredito di 80 euro ogni due mesi.
La Carta Dedicata a te segue invece criteri differenti. Nel 2026 riguarda nuclei familiari con ISEE ordinario non superiore a 15.000 euro, individuati direttamente da INPS e Comuni. Non è necessario presentare una domanda.
Le due carte non sono cumulabili nel 2026: i nuclei che già percepiscono la Carta Acquisti sono esclusi dalla Carta Dedicata a te. Sono esclusi da quest’ultima anche i nuclei che ricevono l’Assegno di Inclusione o altre specifiche misure di sostegno economico alla povertà.
L’Assegno di Inclusione è invece una misura più ampia di sostegno economico e inclusione sociale destinata a nuclei familiari che rispettano specifici requisiti economici e comprendono determinate categorie di persone.
Per questo, prima di fare una richiesta è utile verificare quale misura corrisponde realmente alla propria situazione familiare. Una famiglia con un bambino di due anni e ISEE molto basso potrebbe avere i requisiti della Carta Acquisti, mentre un altro nucleo con ISEE superiore alla soglia di 8.230,81 euro non potrebbe accedervi anche se avesse diritto ad altre forme di sostegno.
Ad ottobre 2026, inoltre, è particolarmente importante distinguere le due carte perché la nuova Carta Dedicata a te entra nella fase operativa tra ottobre e novembre, mentre la Carta Acquisti ordinaria continua a seguire il proprio sistema di ricariche bimestrali.
Come richiedere e utilizzare la Carta Acquisti?
Come presentare la domanda e quali documenti servono
A differenza di molti servizi pubblici oggi disponibili interamente online, la domanda della Carta Acquisti deve essere presentata presso un ufficio postale abilitato. I moduli possono però essere scaricati online dai siti ufficiali di Poste Italiane, INPS, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Esistono due moduli differenti: uno per i cittadini dai 65 anni in su e uno per i bambini con meno di tre anni.
Per fare richiesta bisogna compilare il modulo di richiesta e presentare almeno il documento di identità e un’attestazione ISEE valida. È possibile utilizzare anche l’attestazione provvisoria rilasciata da un CAF nei casi previsti. Per i beneficiari anziani può essere richiesta anche la documentazione relativa all’eventuale persona delegata come titolare della carta.
Nella compilazione del modulo, il richiedente dichiara sotto la propria responsabilità di rispettare i requisiti previsti dalla normativa.
Dopo la presentazione, l’ufficio postale trasmette la domanda in modalità telematica all’INPS. L’Istituto procede quindi ai controlli sul possesso dei requisiti. Se l’esito è positivo, il beneficiario viene invitato a tornare presso un ufficio postale per ritirare la card. Sulla carta è già accreditato l’importo relativo al bimestre di presentazione della domanda.
La Carta Acquisti non utilizza una regola generale di “scadenza 180 giorni” per presentare la richiesta. La misura è strutturale e la domanda può essere presentata quando sono soddisfatti i requisiti. È però importante verificare sempre la validità dell’ISEE e utilizzare la modulistica aggiornata per l’anno in corso.
Chi possiede già una Carta Acquisti e continua a rispettare i requisiti non deve normalmente richiederne una nuova da zero, ma deve mantenere aggiornata la propria situazione economica e la dichiarazione ISEE.
Quando cerchi informazioni online è consigliabile utilizzare il sito ufficiale di INPS, Poste Italiane, MEF o Ministero del Lavoro. Nei siti della pubblica amministrazione puoi trovare dalla home la sezione dedicata, utilizzare la funzione “cerca”, consultare moduli, notizie, aggiornamenti, contatti, informativa privacy, cookie policy e pagine sull’accessibilità. Elementi del menu di navigazione, canali social come Facebook, Instagram, LinkedIn, YouTube, Twitter/X o RSS non sostituiscono però le informazioni ufficiali contenute nella pagina della misura e nei relativi decreti.
Dove si usa la Carta Acquisti e cosa fare in caso di problemi
Una volta ricevuta, la carta deve essere utilizzata esclusivamente dal titolare. A ogni card è associato un PIN personale che deve essere conservato con attenzione.
La Carta Acquisti può essere utilizzata presso i supermercati e negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati al circuito Mastercard. Presso gli uffici postali è possibile utilizzarla per il pagamento delle bollette elettriche e di fornitura del gas.
Non è invece possibile prelevare denaro contante. La carta non può essere ricaricata direttamente dal beneficiario e non funziona come una normale carta bancaria utilizzabile per qualsiasi pagamento.
Presso gli ATM Postamat è comunque possibile effettuare alcune operazioni di controllo, come verificare il saldo e consultare la lista dei movimenti.
La Carta Acquisti è gratuita: il titolare non deve pagare commissioni per il normale utilizzo previsto dal programma. Alcuni esercizi commerciali aderenti possono inoltre riconoscere sconti aggiuntivi.
Per controllare saldo e accrediti, Poste mette a disposizione anche servizi telefonici e tramite SMS. Tra i principali contatti figura il numero verde del programma Carta Acquisti 800 666 888 da telefono fisso in Italia. Sono disponibili anche i canali di assistenza INPS e gli uffici postali.
In caso di smarrimento o furto della carta, è necessario richiederne subito il blocco utilizzando i numeri indicati da Poste Italiane e successivamente presentare denuncia alle autorità competenti. Sarà poi possibile richiedere una nuova carta presso un ufficio postale abilitato; il credito residuo può essere trasferito sulla nuova card.
La carta riporta inoltre un periodo di validità. Questo non significa però che il diritto al beneficio sia garantito fino alla data stampata sulla card: l’amministrazione può verificare anche successivamente il mantenimento dei requisiti economici, familiari e patrimoniali.
Per questo è importante comunicare e aggiornare correttamente la propria situazione, soprattutto l’ISEE. Se vengono meno le condizioni previste dalla legge, il Ministero dell’Economia e delle Finanze può sospendere o disattivare il beneficio.
La Carta Acquisti rimane quindi una misura semplice nel funzionamento, ma con criteri di accesso piuttosto precisi. Prima di presentare domanda conviene controllare età, ISEE, reddito, cittadinanza, residenza, patrimonio e proprietà. Se tutti i requisiti sono rispettati, il contributo di 80 euro ogni due mesi può aiutare a sostenere alcune delle principali spese quotidiane, dalla spesa alimentare alle bollette di luce e gas.
