Bonus Mamma

Famiglia e Casa Testa l'idoneità
Il Bonus Mamma è una misura prevista dalla Legge di Bilancio, pensata per sostenere le lavoratrici madri con figli a carico. L’ incentivo bonus mamme prevede un esonero contributivo parziale per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, contratto part-time o apprendistato, con l’obiettivo di ridurre i contributi previdenziali a carico della madre. L’agevolazione, che esclude le lavoratrici domestiche, è valida fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio. La misura di questo bonus è stata dettagliata nella Circolare INPS di gennaio, in attesa del relativo decreto attuativo. Scopri come funziona e chi può beneficiarne!
Indice
  1. Come funziona il Bonus Mamma ?
  2. Bonus mamma: novità ufficiali e importo confermato
  3. Come richiedere il Bonus Mamma?
  4. Quando sarà attivo il Bonus Mamma?

Come funziona il Bonus Mamma ?

Le regole del bonus per le lavoratrici madri

Il Bonus Mamma è un'agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio per sostenere le lavoratrici madri attraverso un esonero contributivo sulla quota dei contributi previdenziali a loro carico. L’obiettivo della misura è incentivare l’occupazione femminile e favorire la conciliazione tra lavoro e famiglia, riducendo il peso dei contributi previdenziali.

In origine, il bonus prevedeva un esonero totale fino a 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese) per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con tre o più figli a carico, fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo. Nel 2024, in via sperimentale, l’agevolazione era stata estesa anche alle madri con due figli, ma solo fino al compimento del 10° anno di età del figlio più piccolo. 

Vediamo in dettaglio le condizioni per l'ottenimento a seconda delle diverse situazioni :

Situazione madreCon due figliCon più di due figli
Età del figlioFino al compimento di dieci anni del secondo figlio.Fino al compimento di diciott'anni del più piccolo. 
Reddito/StipendioNon superiore a 40.000Non superiore a 40.000
Rapporto di lavoroSenza limiteIl reddito non deve derivare da lavoro dipendente con contratto indeterminato

Modalità di versamento bonus

Le modalità di pagamento del Bonus Mamme stabilite dall'INPS includono diverse opzioni:

  • Bonifico domiciliato presso un ufficio postale
  • Accredito su conto corrente bancario
  • Accredito su conto corrente postale
  • Libretto postale
  • Carta prepagata con IBAN

     

Bonus Mamma cosa cambia quest'anno?

Con la Legge di Bilancio 2026, il bonus subisce alcune modifiche significative. Viene introdotto un esonero parziale per:

  • Lavoratrici dipendenti, sia a tempo indeterminato che determinato

     
  • Lavoratrici autonome, con esclusione di chi opera in regime forfettario

     
  • Madri di due o più figli, fino al compimento del 10° anno di età del figlio più piccolo
     

Un’importante novità è l’introduzione di un limite di reddito annuo di 40.000 euro, che restringe la platea dei beneficiari.

Tuttavia, questa misura non è ancora operativa: manca il decreto attuativo, necessario per definire le modalità di applicazione. L'INPS dovrà fornire le istruzioni per l’effettiva attuazione del bonus e la gestione di eventuali arretrati. 

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Bonus mamma: novità ufficiali e importo confermato

Il bonus mamma subisce una revisione significativa rispetto alla versione inizialmente annunciata. A causa del ritardo nell’emanazione del decreto attuativo, il Governo ha scelto di semplificare la mesure : la decontribuzione promessa è stata sospesa e sostituita da un assegno unico di 480 euro, che sarà versato a dicembre 2025.

In origine, il bonus mamma prevedeva un beneficio mensile di 40 euro in busta paga, ottenuto grazie all’esonero dei contributi pensionistici. Tuttavia, per motivi tecnici e di tempistiche, questa forma è stata rinviata. Inoltre, il nuovo contributo non sarà erogato automaticamente: le mamme lavoratrici dovranno presentare una domanda specifica per riceverlo.

Nonostante il ridimensionamento rispetto alle aspettative, il bonus mamma mantiene l’obiettivo di offrire un aiuto economico concreto alle madri con figli a carico, in attesa della riforma contributiva prevista per l’anno successivo.

 

Decontribuzione rinviata al 2026: cosa cambia in concreto

La misura inizialmente prevista per il bonus mamma includeva un esonero contributivo con effetti diretti sulla busta paga. Questa decontribuzione, che avrebbe aumentato il netto percepito dalle lavoratrici, entrerà in vigore solo dal 2026, con modalità più strutturate e vantaggi crescenti in base al numero di figli.

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Come richiedere il Bonus Mamma?

Guida alla procedura di accesso 

Per ottenere il Bonus Mamma attraverso la procedura, le lavoratrici madri con contratto a tempo indeterminato, sia nel settore pubblico che privato, devono comunicare la propria volontà di usufruire dell’esonero contributivo direttamente al proprio datore di lavoro. Questa comunicazione deve includere:

  • Il numero di figli a carico

     
  • I codici fiscali dei figli (due o tre, a seconda del tipo di esonero richiesto)

     

Una volta ricevute queste informazioni, il datore di lavoro provvederà a inserire i dati nelle denunce retributive, permettendo così l’applicazione dello sgravio contributivo nella busta paga della lavoratrice.

In alternativa, è possibile inviare direttamente all’INPS i codici fiscali dei figli attraverso un’apposita procedura telematica. L’INPS metterà a disposizione un portale online per la gestione della richiesta, con un’applicazione dedicata in cui le lavoratrici potranno inserire i dati richiesti. La disponibilità di questa funzione sarà annunciata sul sito ufficiale www.inps.it tramite una comunicazione ufficiale.

I controlli dell’INPS e la revoca del bonus

L’INPS, in collaborazione con gli enti preposti, verificherà la coerenza dei dati dichiarati. Se dovessero emergere discrepanze o informazioni non veritiere, il diritto all’esonero contributivo verrà revocato e potrebbero essere richiesti eventuali rimborsi per le somme già percepite.

È quindi fondamentale che le lavoratrici comunichino correttamente tutte le informazioni richieste, sia attraverso il datore di lavoro che tramite il portale INPS, per evitare la perdita del beneficio.

 

Quando sarà attivo il Bonus Mamma?

Attivazione del bonus 

Nonostante il ritardo nell'implementazione del Bonus Mamma 2025, alcune categorie di lavoratrici possono già beneficiare dell'esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio. Le madri con tre o più figli a carico, con contratto a tempo indeterminato, continuano a usufruire dell'esonero totale fino al 2026, senza necessità del decreto attuativo. Tuttavia, le lavoratrici con due figli o più dovranno attendere il decreto attuativo per l'introduzione dell'esonero parziale e altre modalità. 

Fonti

Domande frequenti

Rispondiamo a tutte le tue domande

  • Chi ha diritto all'Assegno Unico Universale?

    Ha diritto all'Assegno Unico chi ha figli a carico: minorenni (già dal settimo mese di gravidanza), figli tra 18 e 21 anni che studiano, fanno un tirocinio, lavorano con un reddito inferiore a 8.000 € l'anno, sono disoccupati in cerca di lavoro o fanno il servizio civile, e figli con disabilità senza limiti di età. Devi essere residente in Italia. L'ISEE non è obbligatorio: serve solo per ottenere più dell'importo minimo. Con il simulatore WIZBII puoi verificare in pochi minuti a quali aiuti hai diritto.

  • Quanto si prende di Assegno Unico per ogni figlio?

    Nel 2026 l'Assegno Unico va da 58,30 € a 203,80 € al mese per ogni figlio minorenne. Ricevi l'importo massimo con un ISEE fino a 17.468,51 €, mentre con un ISEE pari o superiore a 46.582,71 €, o senza ISEE, ricevi il minimo. Per i figli tra 18 e 21 anni gli importi sono più bassi. Sono previste maggiorazioni per figli piccoli, famiglie numerose e figli con disabilità. Gli importi sono stati rivalutati dell'1,4% rispetto al 2025.

  • Chi ha diritto al bonus nuovi nati da 1.000 euro?

    Hai diritto al bonus nuovi nati se nel 2026 nasce, viene adottato o entra in famiglia in affidamento preadottivo un tuo figlio e il tuo nucleo ha un ISEE minorenni fino a 40.000 €, calcolato senza contare l'Assegno Unico. Devi essere cittadino italiano, dell'UE o straniero con un permesso di soggiorno idoneo, e risiedere in Italia dalla nascita del bambino fino alla domanda. Il bonus vale 1.000 € per ogni figlio, una sola volta, e non è tassato. Con il simulatore WIZBII puoi verificare in pochi minuti a quali aiuti hai diritto.

  • Chi può richiedere il bonus asilo nido?

    Puoi richiedere il bonus asilo nido se sei il genitore che paga la retta di un figlio sotto i 3 anni iscritto a un asilo nido pubblico o privato autorizzato. Devi essere residente in Italia e cittadino italiano, dell'UE o straniero con un permesso di soggiorno valido; possono chiederlo anche i genitori adottivi o affidatari. Il bonus spetta a prescindere dal reddito: l'ISEE minorenni serve solo a stabilire l'importo. Con il simulatore WIZBII puoi verificare in pochi minuti a quali aiuti hai diritto.

  • Il bonus nuovi nati si cumula con l'Assegno Unico?

    Sì. Il bonus nuovi nati da 1.000 € si aggiunge all'Assegno Unico: sono due aiuti diversi e puoi riceverli entrambi per lo stesso figlio. Anzi, l'Assegno Unico non viene conteggiato nell'ISEE usato per verificare la soglia di 40.000 €. Il bonus inoltre non fa reddito ai fini fiscali. Ricorda però che le domande sono separate: devi presentarle entrambe all'INPS.

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