Cosa portare al CAF per la dichiarazione dei redditi?

Capire cosa portare al CAF per la dichiarazione dei redditi è fondamentale per evitare errori, ritardi e la classica frase che nessuno vuole sentire allo sportello: “manca solo un documento, deve tornare un’altra volta”. Prima dell’appuntamento, conviene preparare i documenti utili: documenti personali, redditi, casa, immobili, spese sostenute, ricevute di pagamento, fatture, bonifici bancari, quietanze, certificazioni e documentazione relativa ai casi particolari.

cosa-portare-caf-dichiarazione-redditi.jpg

Pubblicato il 27 maggio 2026 , da Camilla Lucchesi

Tempo di lettura : 4 minuti

Sommario :

Documenti personali e fiscali da portare al CAF

Il primo gruppo riguarda i documenti personali. Sono quelli più semplici, ma anche quelli che si dimenticano più facilmente, proprio perché sembrano ovvi. Per presentare la dichiarazione dei redditi al CAF, devi portare un documento di identità valido, come carta d’identità o passaporto, il codice fiscale o la tessera sanitaria, e tutti i dati anagrafici aggiornati del dichiarante. Se il documento è in scadenza o non è leggibile, meglio preparare una fotocopia chiara o verificare prima con la sede del CAF.

È utile portare anche la copia della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, quindi il modello 730, il modello Redditi Persone Fisiche o il vecchio modello unico, se disponibile. Questo documento permette al CAF di controllare eventuali crediti d’imposta, acconti, versamenti F24, immobili già dichiarati, terreni, fabbricati, familiari a carico e dati che devono essere riportati anche negli anni successivi. La dichiarazione presentata l’anno precedente è spesso una guida preziosa per evitare errori nella nuova compilazione.

Se la dichiarazione viene gestita da un’altra persona, può essere necessaria una delega. In questo caso, bisogna portare anche il documento di identità e il codice fiscale del delegante e della persona delegata. Questo accade spesso quando un familiare si occupa della dichiarazione per un genitore anziano, per il coniuge o per una persona con disabilità.

Servono poi i dati del sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o ente pensionistico che effettuerà il conguaglio. Se sei un lavoratore dipendente, il rimborso o l’eventuale trattenuta possono arrivare direttamente in busta paga. Se sei pensionato, il conguaglio può passare dalla pensione. Se invece non hai un sostituto d’imposta, il CAF deve saperlo, perché la gestione del modello 730 cambia.

Chi usa il sito dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS per scaricare documenti, certificazioni o ricevute può trovare alcune voci come “clicca qui”, “scarica in nuova finestra” o “privacy policy”. In questi casi, l’importante è salvare o stampare il documento corretto, non solo la schermata del servizio. Il CAF ha bisogno di esibire e conservare la documentazione attestante i dati inseriti nella dichiarazione, non semplicemente una pagina generica.

Documenti sui redditi: lavoro, pensione, affitti e altri compensi

Il secondo gruppo riguarda i redditi. Per il CAF, questa è una delle parti più importanti, perché la dichiarazione non serve solo a inserire le spese detraibili, ma prima di tutto a calcolare correttamente i redditi percepiti nell’anno. Il documento principale è la Certificazione Unica, spesso indicata come CU, e in passato chiamata CUD. La Certificazione Unica viene rilasciata dal datore di lavoro, dall’ente pensionistico o dall’INPS e riporta redditi, ritenute, contributi e imposte già trattenute.

Se hai avuto redditi da lavoro dipendente, devi portare la Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro. Se hai percepito pensioni, devi portare la CU relativa alla pensione. Se hai ricevuto NASpI, cassa integrazione o altre indennità INPS, serve la certificazione relativa a questi importi. Non basta portare una busta paga, perché la busta paga può essere utile come supporto, ma non sostituisce la certificazione unica.

Se durante l’anno hai cambiato lavoro o hai avuto più contratti, devi portare tutte le certificazioni. Questo è molto importante per i lavoratori dipendenti che hanno avuto più datori di lavoro nello stesso anno, perché il CAF deve sommare i redditi da lavoro e verificare se l’imposta trattenuta è corretta. Senza tutti i documenti relativi ai redditi, il calcolo può risultare sbagliato.

Devono essere portati anche i documenti per redditi da lavoro autonomo, lavoro autonomo occasionale, collaborazioni, redditi diversi, attività svolte all’estero, pensioni estere, redditi da locazione, contratti di locazione, cedolare secca o altri redditi derivanti da immobili. Se hai affittato una casa, una stanza o un immobile, devi portare copia del contratto di locazione, ricevute dei canoni pagati o percepiti, eventuali quietanze e documentazione relativa al regime fiscale scelto.

Se hai versato acconti o imposte con modello F24, porta le ricevute di pagamento, la quietanza di versamento e qualsiasi documento attestante i versamenti effettuati. Questi dati servono per evitare che il CAF calcoli di nuovo imposte già pagate. Anche eventuali crediti d’imposta, compensazioni, acconti IRPEF o addizionali devono essere verificati con documenti chiari.

Nel caso di società, SRL, attività d’impresa o soggetti con posizione fiscale più complessa, il modello 730 può non essere sufficiente. In questi casi può servire il modello Redditi, e la documentazione richiesta può includere scritture contabili, certificazioni, documenti bancari, investimenti, patrimonio, redditi derivanti da partecipazioni, fondi o altre attività. Qui è consigliabile chiedere una consulenza fiscale specifica, perché la situazione può essere più tecnica.

Documenti su casa, immobili, mutuo e affitto

La casa è una delle sezioni più importanti della dichiarazione dei redditi. Può incidere sia sui redditi sia sulle detrazioni. Per questo, quando prepari i documenti per il CAF, devi raccogliere tutto ciò che riguarda abitazione principale, altri immobili, fabbricati, terreni, affitto, mutuo, ristrutturazione, risparmio energetico, bonus mobili e interventi edilizi.

Se possiedi immobili, devi portare la visura catastale o i dati catastali. Servono anche eventuali atti di acquisto, atto di successione, dichiarazione di successione, donazione, vendita o documentazione relativa a variazioni dell’immobile. Se hai acquistato casa durante l’anno, il CAF potrebbe chiederti l’atto di acquisto, la data dell’acquisto, il valore, la percentuale di possesso e le informazioni relative all’abitazione principale.

Se hai un mutuo sulla prima casa, porta la certificazione degli interessi passivi rilasciata dalla banca, il contratto di mutuo, l’atto di acquisto dell’immobile e le eventuali spese collegate. Gli interessi passivi del mutuo possono rientrare tra le spese detraibili, ma devono essere documentati. Non basta dire “pago il mutuo ogni mese”: servono certificazioni, ricevute e dati precisi.

Se vivi in affitto, devi portare il contratto di locazione registrato, copia del contratto, eventuali ricevute del canone, quietanze di pagamento e documenti relativi alla tipologia di contratto. Alcune detrazioni possono riguardare studenti universitari fuori sede, lavoratori che trasferiscono la residenza, giovani in affitto o inquilini con abitazione principale in locazione. In ogni caso, il CAF deve verificare il contratto, la registrazione e i pagamenti.

Per gli interventi in casa, la documentazione deve essere ancora più precisa. Se hai sostenuto spese per ristrutturazione, spese energetiche, interventi di risparmio energetico, superbonus, bonus mobili, acquisto di elettrodomestici o mobili collegati a immobili ristrutturati, devi portare fatture, bonifici, fatture bonifici, ricevute, comunicazioni ENEA, perizia se richiesta, documentazione condominiale, eventuale cessione del credito e certificazioni dell’amministratore. Anche le spese per la costruzione o il leasing dell’abitazione possono richiedere documenti specifici.

Scopri a quanti aiuti statali hai diritto

Scopri tutti i tuoi aiuti ora!

Cosa portare per il modello 730 al CAF

Il modello 730 è il modello più utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati per presentare la dichiarazione dei redditi. È pratico perché permette di ricevere eventuali rimborsi direttamente in busta paga o sulla pensione, oppure di pagare eventuali importi dovuti tramite trattenuta. Tuttavia, per presentare il modello 730 in modo corretto, il CAF deve avere tutti i documenti necessari.

Per il modello 730 devi portare documenti personali, documento di identità, tessera sanitaria, codice fiscale, certificazione unica, copia della dichiarazione dell’anno precedente, documenti relativi ai redditi, documenti sugli immobili, ricevute delle spese, fatture, bonifici bancari, dati del sostituto d’imposta e ricevute di pagamento di eventuali F24. Se hai più redditi, più CU o più contratti, devi consegnare tutta la documentazione relativa.

Nel modello 730 rientrano anche gli oneri e le spese detraibili o deducibili. Queste voci si inseriscono nel quadro relativo alle spese e possono ridurre l’imposta o generare un rimborso. Per usufruire delle detrazioni, però, le spese sostenute devono essere documentate. Il CAF deve poter controllare fattura, ricevuta, quietanza, bonifico, carta di credito, bancomat o altri strumenti di pagamento tracciabile quando richiesti.

Se hai sostenuto spese relative a assicurazione, polizze vita, vita e infortuni, previdenza complementare, contributi previdenziali, contributi versati per colf, badanti o addetti all’assistenza personale, devi portare le certificazioni rilasciate dagli enti, le quietanze di versamento e i documenti che dimostrano il pagamento. Lo stesso vale per spese di istruzione, università, scuola, asilo nido, frequenza di corsi, attività sportive dilettantistiche dei figli e spese sostenute per studenti.

Cosa serve per il 730 precompilato

Il 730 precompilato è una dichiarazione preparata dall’Agenzia delle Entrate con molti dati già disponibili. Può includere redditi, certificazioni uniche, spese sanitarie, interessi passivi, premi assicurativi, contributi, dati relativi a mutuo, affitto, familiari a carico e alcune spese comunicate da enti, banche, assicurazioni, università, istituzioni scolastiche e soggetti pubblici o privati.

Il fatto che sia precompilato, però, non significa che sia automaticamente completo o perfetto. Il contribuente deve controllare i dati, e se si rivolge al CAF deve esibire la documentazione necessaria. Se una spesa manca, se una fattura non è stata inserita, se una certificazione è sbagliata o se un dato relativo ai familiari non è aggiornato, il CAF deve poter verificare e correggere.

Per il precompilato devi quindi portare documento di identità, codice fiscale, eventuale delega, certificazione unica, documenti modello 730 dell’anno precedente, ricevute, fatture, contratti, documentazione relativa agli immobili, spese mediche, spese sanitarie, assicurazioni, contributi, bonifici, quietanze, dati dei familiari a carico e qualsiasi documento utile a controllare la dichiarazione. Se accedi dal sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite il servizio del CAF, assicurati di avere credenziali, deleghe o autorizzazioni richieste.

Il precompilato è molto utile perché riduce il lavoro iniziale, ma deve essere controllato con attenzione. Ad esempio, le spese mediche possono essere già presenti, ma alcune fatture potrebbero mancare. Gli interessi passivi del mutuo possono essere comunicati dalla banca, ma il CAF può comunque chiedere la certificazione rilasciata. Le spese universitarie possono essere presenti, ma bisogna verificare che siano attribuite correttamente al dichiarante o al familiare a carico.

In pratica, la dichiarazione precompilata è una base di partenza e non sostituisce la documentazione. Se vuoi evitare errori, porta tutto. Meglio arrivare con una cartella piena che scoprire dopo che mancava proprio il documento capace di generare una detrazione.

Documenti per familiari a carico

I familiari a carico sono una parte molto importante della dichiarazione dei redditi. Possono incidere su detrazioni, spese, calcolo dell’imposta e dati da indicare nel modello. Per questo, quando vai al CAF, devi preparare con attenzione i documenti relativi a coniuge, figli e altri familiari.

Per ogni familiare a carico devi portare il codice fiscale, i dati anagrafici e le informazioni relative al periodo in cui è stato fiscalmente a carico durante l’anno. Non sempre un familiare è a carico per tutto l’anno: può esserlo solo per alcuni mesi, ad esempio in caso di nascita di un figlio, matrimonio, separazione o inizio di un’attività lavorativa.

Se il coniuge, i figli o altri familiari hanno percepito redditi, anche bassi, è importante segnalarlo. Il CAF deve verificare se il familiare può essere considerato a carico. Per questo possono servire certificazioni, CU, dati sul reddito percepito e documenti fiscali. Dire “mio figlio è a carico” non basta: il CAF deve controllare se le condizioni sono rispettate.

Vanno portati anche i documenti delle spese sostenute per i familiari. Rientrano, ad esempio, spese sanitarie, spese mediche, dispositivi medici, spese di istruzione, università, scuola, asilo nido, attività sportive dilettantistiche, assicurazione, polizze vita, spese per persone con disabilità, portatori di handicap, invalidità o assistenza personale. Se la spesa è relativa a un familiare a carico, deve essere collegata correttamente a quella persona.

Nel caso di figli, può essere importante indicare la percentuale di carico tra i genitori. In alcune situazioni la detrazione è ripartita al 50%, in altre può essere attribuita al 100% a un solo genitore. In caso di separazione o divorzio, servono documenti specifici, perché la gestione fiscale dei figli può dipendere da accordi, sentenze e spese effettivamente sostenute.

Quali spese sono detraibili nella dichiarazione dei redditi

Le spese detraibili e deducibili sono uno dei motivi principali per cui conviene preparare bene la documentazione prima di andare al CAF. Alcune spese possono ridurre l’imposta, altre possono abbassare il reddito imponibile. In ogni caso, per ottenere la detrazione o la deduzione, bisogna portare documenti chiari, ricevute di pagamento, fatture, quietanze e prove del pagamento tracciabile quando necessario.

Tra le spese più frequenti ci sono le spese sanitarie e le spese mediche. Rientrano visite specialistiche, esami, ticket, farmaci, dispositivi medici, prestazioni sanitarie, certificati medici e cure specifiche. Per i farmaci serve lo scontrino parlante con codice fiscale. Per visite e prestazioni servono fattura o ricevuta. In molti casi, è utile conservare anche la prova di pagamento con carte di credito, bancomat, bonifici bancari o altri strumenti tracciabili.

Ci sono poi le spese veterinarie, le spese funebri, le spese di istruzione, scuola, università, asilo nido, frequenza di corsi e attività sportive dei figli. Possono essere rilevanti anche contributi previdenziali, previdenza complementare, polizze vita, assicurazioni vita e infortuni, contributi versati per colf e badanti, spese per addetti all’assistenza personale e documentazione relativa a persone con disabilità o portatori di handicap.

Rientrano tra gli oneri anche erogazioni liberali a ONLUS, ONG, istituzioni religiose, Chiesa cattolica, enti pubblici, istituzioni scolastiche, università e altri soggetti previsti dalla normativa. In questi casi, servono ricevute, quietanze, bonifici, versamenti postali o bancari e documentazione attestante il beneficiario del pagamento.

Per la casa, possono essere detraibili le spese per l’acquisto o la ristrutturazione in determinati casi, gli interessi passivi del mutuo, le spese per ristrutturazione, le spese energetiche, il risparmio energetico, il superbonus, il bonus mobili, l’acquisto di elettrodomestici e mobili, sempre se rispettano le condizioni previste. Anche qui, la regola è semplice: fatture, bonifici, ricevute e documentazione devono essere conservati con cura.

Documenti per separazione, divorzio e assegni di mantenimento

Separazione o divorzio possono avere effetti importanti sulla dichiarazione dei redditi, soprattutto quando ci sono assegni periodici, figli a carico, spese condivise o accordi specifici tra ex coniugi. In questi casi, il CAF deve verificare non solo i pagamenti effettuati, ma anche il documento ufficiale che li giustifica.

Se sei separato o divorziato, porta la sentenza di separazione, la sentenza di divorzio o l’accordo omologato. Questo documento serve per capire se sono previsti assegni periodici al coniuge, quale importo deve essere versato, a chi è destinato e con quale frequenza. Porta anche ricevute, bonifici, estratti conto, quietanze e documenti relativi ai pagamenti effettuati durante l’anno.

È importante distinguere tra assegno al coniuge e somme destinate ai figli. Il trattamento fiscale può essere diverso, quindi il CAF deve capire esattamente cosa prevede la sentenza o l’accordo. Anche il codice fiscale dell’ex coniuge può essere necessario per la compilazione del modello.

Se ci sono figli, bisogna portare documenti relativi alla percentuale di carico, alle spese sostenute, all’affidamento e agli accordi sulla ripartizione delle detrazioni. Spese mediche, scuola, università, asilo nido, attività sportive, assicurazioni e spese per disabilità devono essere documentate con fatture e ricevute. Se una spesa è stata pagata da un solo genitore, il CAF deve sapere chi ha effettuato il pagamento e quale quota può essere indicata in dichiarazione.

In questi casi, andare “a memoria” è rischioso. Meglio portare una copia completa della documentazione relativa alla separazione o al divorzio, perché il CAF deve basarsi su atti ufficiali e pagamenti dimostrabili.

Come organizzare i documenti prima dell’appuntamento al CAF

Per preparare bene l’appuntamento, il metodo più semplice è dividere i documenti per categoria. Puoi creare una cartella per i documenti personali, una per i redditi, una per casa e immobili, una per familiari a carico, una per spese detraibili e deducibili, una per separazione o divorzio e una per eventuali casi particolari, come redditi esteri, pensioni estere, investimenti, patrimonio, invalidità, handicap, superbonus o ristrutturazioni.

Controlla che tutte le ricevute siano leggibili, che ogni fattura riporti i dati corretti, che i bonifici siano completi e che le certificazioni siano rilasciate dagli enti competenti. Se hai pagato con carte di credito, bancomat, bonifici bancari o postali, conserva anche le ricevute di pagamento o l’estratto conto. Per molte spese, soprattutto sanitarie e relative alle detrazioni, il pagamento tracciabile può essere importante.

Porta anche la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente e, se possibile, la documentazione degli anni precedenti relativa a spese pluriennali, come ristrutturazione, bonus mobili, superbonus, risparmio energetico o interventi condominiali. Alcune detrazioni si utilizzano per più anni, quindi il CAF può aver bisogno di controllare cosa è già stato indicato nelle dichiarazioni passate.

Prima di andare al CAF, fai un elenco dei principali documenti e dei cambiamenti avvenuti durante l’anno: nuovo lavoro, pensione, disoccupazione, cambio datore di lavoro, nascita di figli, matrimonio, separazione, acquisto casa, contratto di locazione, mutuo, spese mediche importanti, università, asilo nido, lavori in casa o attività all’estero. Questo elenco aiuta a non dimenticare informazioni utili.

In conclusione, sapere cosa portare al CAF per la dichiarazione dei redditi significa arrivare preparati con documenti personali, certificazione unica, dati sui redditi, documenti relativi agli immobili, ricevute, fatture, bonifici, contratti, spese sostenute e documentazione relativa ai casi particolari. Non devi conoscere ogni regola fiscale, ma devi mettere il CAF nelle condizioni di fare bene il suo lavoro. Una buona preparazione può aiutarti a ottenere le detrazioni corrette, evitare errori e presentare la dichiarazione con molta più tranquillità.

Scopri a quanti aiuti statali hai diritto

Scopri tutti i tuoi aiuti ora!

Scoprigratuitamentetutti i tuoi aiuti

Fai la simulazione

Contattaci

Vi risponderemo il prima possibile !

Contattaci

Vi risponderemo il prima possibile !