Dichiarazione dei redditi: quando scade?

La scadenza dichiarazione dei redditi cambia in base al modello utilizzato: il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche. Conoscere le scadenze è il modo migliore per non arrivare all’ultimo giorno utile con documenti sparsi, password dimenticate e una leggera crisi esistenziale davanti al computer. In questo articolo vediamo quando scade la dichiarazione dei redditi e quali documenti necessari preparare.

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Pubblicato il 21 maggio 2026 , da Camilla Lucchesi

Tempo di lettura : 4 minuti

Sommario :

Quando scade la dichiarazione dei redditi?

Il modello 730 è il modello più utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati. È pratico perché permette di ricevere eventuali rimborsi direttamente tramite il sostituto d’imposta, quindi in busta paga o sulla pensione. Se invece dalla dichiarazione emerge un debito, le somme dovute vengono trattenute secondo le modalità previste. Per molti contribuenti è quindi il formato più semplice, soprattutto quando i redditi derivano da lavoro dipendente, pensione, abitazione principale, spese detraibili e poche altre informazioni fiscali.

Il modello Redditi Persone Fisiche, invece, è più ampio e viene utilizzato quando non è possibile utilizzare il modello 730 oppure quando la situazione fiscale richiede una gestione più completa. Può riguardare, per esempio, titolari di partita IVA, soggetti con redditi da lavoro autonomo, redditi di capitale, redditi soggetti a tassazione separata, imposta sostitutiva, redditi prodotti all’estero o situazioni che richiedono quadri specifici. È il modello da presentare anche quando si supera la scadenza del 730 e si ha ancora la possibilità di inviare il modello Redditi entro ottobre.

Attenzione però: le scadenze fiscali possono variare in presenza di proroghe, nuove scadenze o situazioni particolari. Per questo è sempre utile controllare le informazioni aggiornate direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite i servizi di assistenza fiscale. Il fisco italiano ama le date quasi quanto noi amiamo dimenticarle, quindi meglio verificare sempre il calendario prima di considerare chiusa la pratica.

Quali sono le scadenze per il modello 730?

Per il modello 730, la dichiarazione precompilata apre il 30 aprile. Da quel giorno, i contribuenti possono consultare online i dati già presenti nella propria dichiarazione, come redditi da lavoro dipendente, certificazione unica, spese sanitarie, interessi del mutuo, contributi, detrazioni e altre informazioni trasmesse all’Agenzia delle Entrate da soggetti esterni. Dal 15 maggio è possibile modificare, integrare e inviare il modello 730 precompilato tramite l’applicazione web dedicata.

La scadenza dichiarazione precompilata per il modello 730 è il 30 settembre. Entro questo termine, il contribuente può inviare il modello direttamente online oppure presentare la dichiarazione tramite CAF, professionista abilitato, servizi di assistenza fiscale o sostituto d’imposta, se disponibile. Il canale cambia, ma il termine resta lo stesso: il 30 settembre è l’ultimo giorno utile per la presentazione del modello 730.

Il modello 730 precompilato può essere molto comodo, ma non deve essere accettato in modo automatico senza controlli. La presenza di dati già caricati non significa che la dichiarazione sia perfetta. Alcune spese possono mancare, alcune certificazioni uniche potrebbero non essere complete, il sostituto d’imposta potrebbe non essere aggiornato e alcune detrazioni potrebbero richiedere una verifica. In altre parole, la precompilata è un grande aiuto, ma non è una bacchetta magica fiscale.

Per utilizzare il modello 730 online, devi accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Accedi con SPID, CIE o CNS, vai nella sezione dedicata alla dichiarazione precompilata, apri il modello, controlla i dati e procedi alla compilazione corretta. Prima della trasmissione, verifica ogni quadro, soprattutto se nel corso dell’anno hai cambiato lavoro, ricevuto più certificazioni, sostenuto spese deducibili o avuto redditi da lavoro diversi da quelli già presenti.

Il 730 può essere presentato anche in forma ordinaria tramite CAF o professionista. Questa modalità è utile quando preferisci avere assistenza nella compilazione modello, quando hai molti documenti da inserire o quando vuoi evitare errori nella dichiarazione. Non è obbligatorio complicarsi la vita da soli: a volte un appuntamento con un esperto vale più di tre ore passate a fissare un menu online chiedendosi dove cliccare.

Quali sono le novità?

La dichiarazione dei redditi introduce diverse novità che rendono importante controllare bene il modello prima dell’invio. Una delle principali riguarda la rimodulazione degli scaglioni IRPEF e il calcolo dell’imposta sui redditi. Questo può incidere sul reddito complessivo, sulle detrazioni, sul primo acconto e sull’eventuale credito o debito risultante dalla dichiarazione. Anche chi ha una situazione apparentemente semplice dovrebbe quindi verificare con attenzione il risultato finale.

Un’altra novità importante riguarda l’ampliamento del modello 730. Il modello 730 può essere utilizzato in più casi rispetto al passato, grazie all’introduzione di nuovi quadri e alla possibilità di dichiarare alcune tipologie di redditi che prima richiedevano il modello Redditi. In particolare, il quadro M e il quadro T permettono di gestire alcune situazioni legate a tassazione separata, imposta sostitutiva e redditi di capitale. Questo rende il 730 più utile per un numero maggiore di contribuenti.

Le novità sulla dichiarazione riguardano anche locazioni brevi, lavoratori impatriati, bonus edilizi, detrazioni per lavoro dipendente, trattamento integrativo e bonus tredicesima. In alcuni casi, la dichiarazione dei redditi permette di recuperare importi non ricevuti direttamente durante l’anno. Per questo non va vista solo come un obbligo: può essere anche uno strumento per ottenere un rimborso o sistemare una posizione fiscale non aggiornata.

Restano centrali anche i controlli sui documenti e sui dati trasmessi da soggetti terzi. Le informazioni presenti nella precompilata arrivano da enti, società, banche, assicurazioni, datori di lavoro, farmacie, università e altri soggetti. Tuttavia, il contribuente deve verificare che tutto sia corretto. Se una spesa manca o un dato è errato, può essere necessario intervenire manualmente prima di inviare il modello.

In questa fase è utile distinguere tra contribuenti persone fisiche e altri soggetti, come società di persone, società di capitali, enti non commerciali e soggetti IRES. Questi ultimi seguono regole e scadenze diverse, legate spesso alla chiusura del periodo d’imposta, all’anno solare, all’IRES, all’IRAP o ad altri modelli fiscali. Se gestisci un’impresa, una società o attività commerciali, la dichiarazione personale non esaurisce tutti gli obblighi: potrebbero esserci dichiarazioni IVA, dichiarazioni IRAP, modello Redditi Società di Persone o redditi società di capitali da presentare con termini specifici.

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Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi?

Devono presentare la dichiarazione dei redditi i contribuenti che hanno percepito redditi da dichiarare, redditi non tassati correttamente alla fonte o redditi provenienti da più soggetti. In molti casi, la dichiarazione serve a calcolare correttamente l’imposta dovuta e a verificare se il contribuente ha diritto a detrazioni, deduzioni, crediti o rimborsi. Non tutti devono presentare la dichiarazione, ma molti possono avere interesse a farlo anche quando non sono obbligati.

Tra i soggetti più coinvolti ci sono lavoratori dipendenti, dipendenti e pensionati, lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, persone con redditi da fabbricati, redditi da terreni, redditi da lavoro occasionale, redditi esteri, redditi di capitale o più certificazioni uniche. Anche chi ha cambiato datore di lavoro durante l’anno potrebbe dover presentare la dichiarazione, soprattutto se ha ricevuto più di una certificazione unica e il conguaglio fiscale non è già stato effettuato correttamente.

Devono essere particolarmente attenti anche i contribuenti che hanno percepito redditi da lavoro dipendente e altri redditi nello stesso anno. Per esempio, se hai lavorato per due aziende, hai ricevuto NASpI, hai svolto attività autonoma occasionale o hai avuto redditi prodotti all’estero, potresti dover presentare il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche. Il rischio, in questi casi, è che il reddito complessivo non sia stato calcolato correttamente durante l’anno.

La dichiarazione può essere utile anche se vuoi recuperare detrazioni o spese deducibili. Spese sanitarie, affitto, mutuo, assicurazioni, corsi di formazione, contributi previdenziali, abbonamenti al trasporto pubblico, spese scolastiche o universitarie possono ridurre l’imposta o generare un rimborso. In questo senso, presentare la dichiarazione non significa solo pagare tasse: può anche voler dire recuperare soldi già versati.

Esistono poi casi di esonero. Alcuni contribuenti residenti in Italia possono non essere obbligati alla presentazione se possiedono solo redditi già tassati correttamente o se rientrano in specifiche soglie. Tuttavia, l’esonero deve essere valutato con attenzione. Un piccolo reddito aggiuntivo, una seconda certificazione o una spesa da portare in detrazione possono cambiare la situazione. Meglio scoprirlo a giugno o a maggio, quando hai ancora tempo, e non il giorno prima della scadenza.

Modello 730 o modello Redditi PF: quale usare?

La scelta tra modello 730 e modello Redditi PF dipende dalla tua situazione fiscale.

Il modello 730 è generalmente pensato per lavoratori dipendenti e pensionati. È più semplice da utilizzare, soprattutto tramite dichiarazione precompilata, e permette di gestire rimborsi e trattenute direttamente tramite il sostituto d’imposta. Se hai un reddito da lavoro dipendente, una pensione, spese detraibili e una situazione abbastanza lineare, il modello 730 può essere la soluzione più adatta.

Il modello Redditi Persone Fisiche, invece, è pensato per situazioni più complesse. Devi presentare il modello Redditi se hai redditi che non possono essere gestiti con il 730, se sei titolare di partita IVA, se hai redditi da lavoro autonomo abituale, redditi d’impresa, redditi esteri, alcuni redditi soggetti a imposta sostitutiva o altre situazioni particolari. In questi casi, il modello Redditi offre più quadri e permette una compilazione fiscale più completa.

In alcuni casi è possibile utilizzare il modello 730 anche senza sostituto d’imposta. Questa modalità è utile per chi non ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che può effettuare il conguaglio, ma rientra comunque tra i soggetti che possono utilizzare il modello. Se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso viene gestito dall’Agenzia delle Entrate; se emerge un debito, il contribuente deve effettuare i versamenti dovuti.

Il modello Redditi resta invece necessario per molti titolari di partita IVA, lavoratori autonomi e contribuenti con situazioni particolari. Anche le partite IVA devono prestare attenzione alle scadenze relative a imposta, IVA, acconto, saldo, contributi e altri adempimenti fiscali. In questo caso, la gestione tramite commercialista o software dedicato è spesso la soluzione più sicura.

La regola pratica è questa: se hai una situazione semplice, puoi probabilmente utilizzare il modello 730; se hai attività autonoma, partita IVA, redditi complessi o elementi non gestibili nel 730, devi valutare il modello Redditi. Il dubbio va risolto prima della scadenza, non dopo. Perché presentare il modello sbagliato può voler dire correggere la dichiarazione, inviare un nuovo modello o gestire una presentazione tardiva.

Come presentare la dichiarazione dei redditi?

Puoi presentare la dichiarazione dei redditi online, tramite CAF, tramite professionista abilitato o attraverso il sostituto d’imposta, quando disponibile. La modalità online è sempre più utilizzata perché consente di accedere direttamente alla dichiarazione precompilata, controllare i dati e inviare il modello tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Per farlo, devi entrare nell’area riservata con le tue credenziali digitali.

Una volta effettuato l’accesso, puoi aprire la dichiarazione precompilata, verificare le informazioni presenti e decidere se accettarla, modificarla o integrarla. L’applicativo web dell’Agenzia permette di consultare il modello, visualizzare le sezioni disponibili, controllare redditi, detrazioni, certificazioni, spese e risultato finale. Prima di inviare il modello, è importante leggere il prospetto di liquidazione e verificare se dalla dichiarazione emerge un credito, un debito o una situazione neutra.

Se preferisci ricevere assistenza fiscale, puoi prendere appuntamento presso un CAF, un patronato o un professionista abilitato. Questa modalità è utile quando hai molti documenti, spese particolari, certificazioni multiple, redditi esteri, immobili o dubbi sulla compilazione corretta. I servizi di assistenza possono aiutarti a evitare errori nella dichiarazione e a rispettare i termini di presentazione.

La presentazione telematica è obbligatoria per diversi modelli e può essere effettuata direttamente dal contribuente o tramite intermediario abilitato. Una volta inviato il modello, riceverai una ricevuta di trasmissione. È importante conservarla, perché dimostra che la dichiarazione è stata effettivamente inviata entro il termine. Se il modello viene scartato dal sistema, bisogna intervenire rapidamente e procedere a un nuovo invio corretto.

Durante la navigazione sul sito, non confondere le sezioni operative con elementi di comunicazione o condivisione. Pulsanti come Facebook, WhatsApp, LinkedIn, Instagram, YouTube, Twitter o RSS possono apparire in alcune pagine come strumenti di stampa, feed, newsletter o condivisione. Frasi tecniche come “facebook apre una nuova finestra”, “whatsapp apre una nuova finestra”, “linkedin apre una nuova finestra”, “nuova finestra Instagram apre” o “nuova finestra LinkedIn apre” appartengono spesso all’interfaccia web e non alla procedura fiscale. Lo stesso vale per cookie, privacy, menu, registrati, “scopri i vantaggi”, “registrati scopri i vantaggi” o vantaggi per gli utenti registrati: sono elementi del sito, non passaggi necessari per inviare il modello.

Quali documenti servono per la dichiarazione dei redditi?

Per presentare la dichiarazione dei redditi servono diversi documenti necessari. Prima di tutto, documento di identità, codice fiscale e credenziali per accedere ai servizi online. Poi bisogna raccogliere la Certificazione Unica, o certificazioni uniche se hai avuto più datori di lavoro, enti pensionistici o soggetti che ti hanno corrisposto redditi durante l’anno. La certificazione unica è uno dei documenti principali perché contiene i redditi percepiti e le ritenute già applicate.

Servono poi i documenti relativi alle spese detraibili e deducibili. Tra questi rientrano spese sanitarie, farmaci, visite mediche, assicurazioni, interessi del mutuo, canoni di affitto, spese universitarie, corsi di formazione, contributi previdenziali, abbonamenti, spese scolastiche e documenti relativi ai familiari a carico. Ogni spesa deve essere dimostrabile con ricevute, fatture, scontrini parlanti o pagamenti tracciabili, quando richiesto.

Se possiedi immobili, devi preparare dati catastali, contratti di locazione, informazioni sull’abitazione principale e documenti relativi a eventuali bonus edilizi. In caso di lavori agevolati, possono servire fatture, bonifici, comunicazioni, asseverazioni e altri documenti legali o tecnici. Se hai redditi prodotti all’estero, investimenti o attività finanziarie fuori dall’Italia, la documentazione deve essere ancora più precisa.

I titolari di partita IVA e i lavoratori autonomi devono raccogliere anche dati relativi a fatture, compensi, costi, IVA, contributi, acconti e versamenti effettuati. In base al regime fiscale e all’attività, possono servire informazioni aggiuntive per la compilazione del modello Redditi Persone Fisiche. In questi casi, il supporto di un commercialista è spesso molto utile, soprattutto per evitare errori di gestione.

Un consiglio pratico: organizza i documenti per sezione. Una cartella per i redditi, una per le spese sanitarie, una per casa e mutuo, una per formazione, una per contributi, una per eventuali redditi esteri. Non serve costruire un archivio degno di un ministero, ma arrivare all’appuntamento con tutto in ordine ti evita la classica frase: “Quel documento ce l’ho, ma non so dove”.

Cosa fare se si perde la scadenza della dichiarazione dei redditi?

Se perdi la scadenza del modello 730, non tutto è perduto. Se non hai presentato il 730 entro il 30 settembre, puoi verificare se è possibile presentare il modello Redditi Persone Fisiche entro il 31 ottobre. Questa può essere una soluzione utile per chi ha saltato la scadenza del 730 ma deve comunque regolarizzare la propria posizione fiscale entro il termine previsto per il modello Redditi.

Se invece viene superata anche la scadenza del 31 ottobre, bisogna valutare la presentazione tardiva. In generale, la dichiarazione tardiva può essere presentata entro 90 giorni dal termine ordinario, con applicazione di sanzioni ridotte se si utilizza il ravvedimento operoso. Superato questo periodo, la dichiarazione può essere considerata omessa, con conseguenze fiscali più pesanti. In caso di dubbi, meglio chiedere assistenza a un CAF, a un professionista o agli uffici competenti.

La scadenza tardiva va gestita con attenzione, soprattutto se dalla dichiarazione risultano imposte sui redditi da versare. In questo caso, oltre alla dichiarazione, bisogna verificare eventuali sanzioni, interessi e versamenti tramite modello F24. Se invece emerge un credito, la presentazione resta comunque importante per non perdere la possibilità di recuperare somme spettanti. Anche quando il fisco ti deve dei soldi, devi comunque parlare la sua lingua.

Il ravvedimento operoso può permettere di ridurre le sanzioni se il contribuente regolarizza spontaneamente la propria posizione. Questa opzione è utile quando ti accorgi dell’errore o del ritardo prima che l’amministrazione fiscale avvii controlli. Non è una soluzione da improvvisare, ma può essere molto importante per limitare i costi del ritardo.

Alcune scadenze possono variare per soggetti diversi dalle persone fisiche. Per esempio, società di persone, società di capitali, enti non commerciali, soggetti IRES o contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare possono avere termini collegati alla chiusura del periodo, al mese successivo o a regole specifiche. In alcuni casi si parla anche di scadenza 180 giorni o di termini calcolati in base all’approvazione del bilancio. Per un contribuente persona fisica, però, le date centrali restano 30 settembre per il 730 e 31 ottobre per il modello Redditi.

Come evitare errori prima dell’invio?

Per evitare errori nella dichiarazione, il primo passo è controllare i dati personali. Nome, cognome, codice fiscale, residenza, stato civile, familiari a carico e informazioni sul sostituto d’imposta devono essere corretti. Se presenti il modello 730 e hai un datore di lavoro o un ente pensionistico, verifica che il sostituto sia quello giusto, perché da questo dipendono rimborsi e trattenute.

Il secondo controllo riguarda i redditi. Verifica che tutte le certificazioni uniche siano presenti, soprattutto se durante l’anno hai cambiato lavoro, hai avuto più contratti, hai ricevuto una pensione, indennità, redditi da lavoro autonomo occasionale o compensi da altri soggetti. Tutti i redditi devono essere indicati correttamente, perché anche una sola certificazione dimenticata può modificare il reddito complessivo e il calcolo dell’IRPEF.

Il terzo controllo riguarda spese, detrazioni e spese deducibili. Prima di inviare il modello, controlla che siano presenti le spese sanitarie, gli interessi del mutuo, l’affitto, i contributi, le spese di formazione, le assicurazioni e tutti gli altri importi utili. Se qualcosa manca nella precompilata, puoi aggiungerlo, ma solo se hai i documenti necessari. La compilazione corretta passa sempre da un principio semplice: inserire solo ciò che puoi dimostrare.

Il quarto controllo riguarda il risultato finale. Prima della trasmissione, guarda se dalla dichiarazione emerge un credito, un debito, un primo acconto o un secondo acconto. Controlla anche le modalità di pagamento o rimborso. Se devi versare delle tasse, verifica le scadenze e i codici tributo. Se devi ricevere un rimborso, assicurati che i dati siano corretti e che la procedura sia stata completata.

Infine, evita l’invio all’ultimo giorno. La dichiarazione può essere inviata online, tramite intermediario o con assistenza fiscale, ma ogni modalità richiede tempo. Il sito può essere affollato, il CAF potrebbe non avere appuntamenti disponibili, il commercialista potrebbe chiedere documenti aggiuntivi e tu potresti scoprire improvvisamente che la password dello SPID non funziona. Succede più spesso di quanto vorremmo ammettere.

La strategia migliore è preparare i documenti già tra maggio e giugno, controllare la dichiarazione precompilata appena possibile, sistemare eventuali errori e inviare il modello con qualche settimana di anticipo. In questo modo, la scadenza dichiarazione diventa una data da rispettare con calma, non una corsa contro il tempo.

In sintesi, per la dichiarazione dei redditi devi ricordare soprattutto due termini: 30 settembre per il modello 730 e 31 ottobre per il modello Redditi Persone Fisiche. Presentare la dichiarazione entro la scadenza corretta ti permette di evitare sanzioni, gestire correttamente imposte e detrazioni, recuperare eventuali crediti e mantenere in ordine la tua posizione fiscale. Il fisco non sarà mai l’argomento più divertente del mondo, ma con le date giuste, i documenti pronti e un po’ di metodo, può diventare molto meno complicato di quanto sembri.

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