Quando si fa la dichiarazione dei redditi

Capire quando si fa la dichiarazione dei redditi è fondamentale per rispettare le scadenze fiscali ed evitare errori nella presentazione. Ogni anno, lavoratori dipendenti, pensionati, titolari di partita IVA e altri contribuenti devono verificare se sono obbligati a presentare il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche. La dichiarazione permette di comunicare i redditi percepiti, inserire spese detraibili e calcolare eventuali imposte o rimborsi. Vediamo quindi quali sono le date da conoscere, chi deve farla e quando è possibile essere esonerati.

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Pubblicato il 25 maggio 2026 , da Huda Akhoudam

Tempo di lettura : 4 minuti

Sommario :

Quando si fa la dichiarazione dei redditi: tutte le scadenze da conoscere

Capire quando si fa la dichiarazione dei redditi è il primo passo per evitare confusione, ritardi e possibili sanzioni. Ogni anno, infatti, milioni di contribuenti in Italia devono presentare la dichiarazione dei redditi per comunicare all’Agenzia delle Entrate i redditi percepiti durante l’anno precedente, le spese sostenute, le detrazioni richieste e le eventuali imposte da pagare o da ricevere sotto forma di rimborso.

La dichiarazione dei redditi serve quindi a fare il punto sulla propria situazione fiscale. In pratica, il Fisco controlla se durante l’anno hai pagato correttamente l’imposta sul reddito, cioè l’IRPEF, oppure se hai diritto a recuperare una parte delle spese detraibili, come le spese sanitarie, gli oneri deducibili, le spese per familiari a carico o altri costi previsti dalla normativa fiscale.

Le date da ricordare cambiano in base al modello utilizzato. I lavoratori dipendenti e i pensionati, nella maggior parte dei casi, possono utilizzare il modello 730, anche nella versione di dichiarazione precompilata. I titolari di partita IVA, i lavoratori autonomi, coloro che hanno percepito redditi diversi o redditi non gestibili con il 730 devono invece utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche. Per questo motivo, quando si parla di scadenze, non esiste una sola risposta valida per tutti: dipende dal tipo di reddito, dalla modalità di presentazione e dal documento dichiarativo scelto.

Quando si presenta il modello 730

Il modello 730 è il modello più utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati. È pratico perché, nella maggior parte dei casi, permette di ottenere il rimborso direttamente in busta paga o sulla pensione, tramite il datore di lavoro o l’INPS come sostituto d’imposta. Questo è uno dei suoi principali vantaggi: il contribuente non deve gestire direttamente tutti i pagamenti o i rimborsi, perché una parte della gestione fiscale viene effettuata in automatico.

Per il 2026, il modello 730 deve essere presentato entro il 30 settembre. Questa scadenza riguarda sia il modello 730 ordinario sia il modello 730 precompilato. La presentazione può essere fatta online, accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un CAF, un commercialista o altri professionisti abilitati.

Il modello 730 è particolarmente adatto a chi ha percepito redditi da lavoro dipendente, redditi di pensione, alcune tipologie di redditi da terreni o fabbricati, oppure vuole inserire spese detraibili e oneri deducibili. Per esempio, chi ha sostenuto spese sanitarie, spese per figli, spese universitarie, interessi sul mutuo dell’abitazione principale o altri costi fiscalmente rilevanti può utilizzare la dichiarazione per recuperare parte dell’importo sotto forma di detrazione.

Anche se la scadenza per la dichirazione dei redditi è fissata a settembre, è consigliabile non aspettare l’ultimo giorno. Fare la dichiarazione dei redditi prima permette di controllare meglio i dati, verificare la certificazione unica, recuperare eventuali documenti mancanti e chiedere assistenza fiscale in caso di dubbi. In altre parole: meglio una compilazione tranquilla a giugno o luglio che una corsa disperata a fine settembre.

Quando si presenta il modello Redditi Persone Fisiche

Il modello Redditi Persone Fisiche, spesso chiamato semplicemente modello Redditi, è pensato per i contribuenti che non possono utilizzare il modello 730 o che hanno una situazione fiscale più articolata. È il caso, ad esempio, dei titolari di partita IVA, di chi svolge attività di lavoro autonomo, di chi ha redditi di capitale, redditi prodotti all’estero, redditi soggetti a imposta sostitutiva o particolari redditi diversi.

Per il 2026, il modello Redditi Persone Fisiche deve essere presentato entro il 2 novembre in modalità telematica. La dichiarazione può essere inviata direttamente dal contribuente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite un intermediario abilitato, come un commercialista, un CAF o un centro di assistenza fiscale. In alcuni casi specifici, può essere prevista anche una presentazione cartacea tramite gli uffici postali, ma questa modalità riguarda solo determinate categorie di contribuenti e deve essere verificata con attenzione.

Rispetto al 730, il modello Redditi richiede spesso una maggiore attenzione nella compilazione. Questo perché può includere più quadri dichiarativi, informazioni fiscali più complesse, dati relativi alla partita IVA, contributi previdenziali, imposte da versare, eventuali acconti e saldi. Per questo motivo, se hai dubbi sulla tua situazione, può essere utile rivolgersi a professionisti abilitati o ai centri di assistenza.

In generale, devono utilizzare il modello Redditi coloro che hanno una situazione non completamente gestibile con il 730. Per esempio, un contribuente con lavoro autonomo, redditi esteri o attività professionale potrebbe dover presentare questo modello. Anche in questo caso, rispettare i termini è fondamentale per evitare sanzioni e mantenere una gestione corretta della propria posizione fiscale.

Quando è disponibile la dichiarazione precompilata

La dichiarazione precompilata è uno dei servizi più utili messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. In pratica, il sistema prepara una dichiarazione con molti dati già inseriti: redditi, certificazione unica, spese sanitarie, interessi del mutuo, premi assicurativi, contributi previdenziali e altre informazioni trasmesse da soggetti terzi. Questo non significa che sia tutto automaticamente corretto, ma è sicuramente un buon punto di partenza.

Per il 2026, la dichiarazione dei redditi precompilata è disponibile online dal 30 aprile. Da quella data, i contribuenti possono accedere alla propria area riservata, visualizzare il documento, controllare i dati presenti e verificare se le informazioni inserite sono corrette. L’invio vero e proprio del modello 730 precompilato, invece, è possibile dal 14 maggio fino al 30 settembre. Per il modello Redditi precompilato, la finestra di invio arriva fino al 2 novembre.

Per accedere alla dichiarazione precompilata, bisogna entrare nel sito dell’Agenzia delle Entrate tramite credenziali digitali, come SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Una volta dentro l’area riservata, il contribuente può consultare la dichiarazione, aprire le varie sezioni, verificare i dati fiscali, controllare le spese detraibili e decidere se accettare il modello così com’è oppure modificarlo.

La dichiarazione precompilata è molto comoda, ma non deve essere presa alla leggera. Prima di inviare il modello, è importante controllare che tutti i redditi siano presenti, che le spese siano corrette, che i familiari a carico siano indicati nel modo giusto e che non manchino documenti necessari. Un controllo in più può evitare errori, richieste successive dell’Agenzia delle Entrate o problemi con eventuali rimborsi.

In sintesi, se ti stai chiedendo quando si fa la dichiarazione dei redditi, la risposta dipende dal modello: il 730 va presentato entro il 30 settembre, mentre il modello Redditi Persone Fisiche può essere inviato entro il 2 novembre. La dichiarazione precompilata, invece, è disponibile online già dal 30 aprile, così hai tutto il tempo per controllare, correggere e inviare senza stress.

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Chi deve fare la dichiarazione dei redditi e chi può essere esonerato

Capire quando si fa la dichiarazione dei redditi è importante, ma c’è una domanda ancora più pratica da farsi prima di aprire il sito dell’Agenzia delle Entrate con la concentrazione di chi sta per disinnescare una bomba: devo davvero presentare la dichiarazione dei redditi? La risposta dipende dal tipo di redditi percepiti, dalla presenza di un datore di lavoro o di un sostituto d’imposta, dalle imposte già trattenute, dalle spese da portare in detrazione e dalla situazione fiscale complessiva del contribuente.

In Italia, la dichiarazione dei redditi serve a comunicare al Fisco i redditi percepiti durante l’anno precedente e a calcolare correttamente l’imposta sul reddito. Può essere presentata tramite modello 730modello Redditi Persone Fisiche, dichiarazione precompilata online, CAF, commercialista o altri professionisti abilitati. Tuttavia, non tutti i cittadini devono farla ogni anno. Alcuni contribuenti sono obbligati a presentare la dichiarazione, mentre altri possono essere esonerati perché hanno redditi già tassati correttamente o perché rientrano in casi specifici previsti dalla normativa fiscale.

La cosa importante è non ragionare “a sensazione”. Frasi come “secondo me non devo farla” o “l’anno scorso non l’ho fatta, quindi anche quest’anno salto” non sono proprio il massimo della strategia fiscale. Ogni anno può cambiare qualcosa: un nuovo lavoro, due certificazioni uniche, una pensione, spese sanitarie importanti, familiari a carico, redditi da affitto, redditi esteri, partita IVA, attività occasionale o altri elementi che possono modificare l’obbligo di presentazione. Per questo motivo, prima di decidere se fare la dichiarazione dei redditi o no, bisogna sempre controllare il proprio caso concreto.

Chi è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi

In generale, deve presentare la dichiarazione dei redditi chi ha percepito redditi che non sono stati tassati correttamente durante l’anno, oppure chi si trova in una situazione fiscale che richiede un calcolo finale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Questo può succedere, ad esempio, quando il contribuente ha avuto più rapporti di lavoro nello stesso anno, ha ricevuto più certificazioni uniche, ha percepito redditi diversi o non ha avuto un sostituto d’imposta che abbia effettuato tutti i conguagli necessari.

Sono spesso obbligati a presentare la dichiarazione i lavoratori dipendenti che hanno avuto più datori di lavoro durante l’anno e non hanno chiesto il conguaglio finale. In questo caso, ogni datore di lavoro può aver calcolato le imposte solo su una parte del reddito, senza considerare il reddito complessivo annuo. Risultato: il Fisco deve rimettere insieme i pezzi del puzzle per verificare se l’IRPEF pagata è corretta.

Devono fare attenzione anche i pensionati che hanno percepito più trattamenti, i contribuenti con redditi da fabbricati o terreni, chi ha redditi da locazione, chi ha redditi di capitale, redditi prodotti all’estero, redditi soggetti a tassazione separata o redditi diversi. In tutti questi casi, la presentazione della dichiarazione può essere necessaria per indicare correttamente le informazioni fiscali e calcolare eventuali imposte da pagare.

Un altro caso importante riguarda i titolari di partita IVA. Chi svolge attività di lavoro autonomo, attività professionale o attività d’impresa, di norma, non utilizza il modello 730, ma il modello Redditi Persone Fisiche. Per le partite IVA, la dichiarazione è spesso collegata anche alla gestione della contabilità, dei contributi previdenziali, dell’IVA e di altri adempimenti fiscali. In pratica, se hai una partita IVA, la dichiarazione dei redditi non è un’opzione simpatica da valutare davanti a un caffè: nella maggior parte dei casi, è un obbligo vero e proprio.

Anche chi vuole recuperare alcune somme può avere interesse a presentare la dichiarazione. Per esempio, un contribuente che ha sostenuto spese sanitarie, spese detraibili, oneri deducibili, spese per figli o familiari a carico può usare la dichiarazione per ottenere un rimborso o ridurre l’imposta da pagare. In questo caso, magari non si parla sempre di obbligo, ma presentare la dichiarazione può essere molto conveniente.

In sintesi, chi deve presentare la dichiarazione dei redditi è chi ha una situazione fiscale che non può essere considerata già chiusa e corretta. Questo vale soprattutto se ci sono più redditi, più certificazioni, redditi non tassati alla fonte, partita IVA, redditi esteri o imposte ancora da calcolare. Quando hai dubbi, la cosa più prudente è controllare la dichiarazione precompilata nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate o chiedere assistenza fiscale a un CAF o a un commercialista.

Chi non deve fare la dichiarazione dei redditi

Non tutti, però, devono presentare la dichiarazione dei redditi. Alcuni contribuenti possono essere esonerati dalla presentazione perché la loro situazione fiscale è già stata gestita correttamente durante l’anno. Questo succede, ad esempio, quando una persona ha percepito solo redditi da lavoro dipendente o da pensione da un unico sostituto d’imposta, con imposte già trattenute in modo corretto.

Un caso molto comune riguarda chi ha avuto un solo datore di lavoro per tutto l’anno e ha ricevuto una sola certificazione unica. Se il datore di lavoro ha già effettuato il conguaglio fiscale e non ci sono altri redditi da dichiarare, il contribuente potrebbe non essere obbligato a presentare il modello 730. Lo stesso può valere per alcuni pensionati che hanno percepito solo redditi da pensione, già correttamente gestiti dall’INPS o da altro ente pensionistico.

Possono essere esonerati anche coloro che possiedono solo alcuni redditi già tassati alla fonte o soggetti a imposta sostitutiva, oppure chi ha redditi molto bassi e rientra nei limiti previsti. In generale, l’esonero può riguardare chi non è obbligato alla tenuta delle scritture contabili e possiede redditi per i quali l’imposta dovuta è molto bassa o nulla. Tuttavia, questi casi devono essere verificati con attenzione, perché basta un elemento in più per cambiare tutto.

Per esempio, una persona può pensare di non dover fare nulla perché ha solo un lavoro dipendente. Ma se durante l’anno ha cambiato datore di lavoro, ha ricevuto due certificazioni uniche, ha percepito redditi da affitto o ha avuto un reddito all’estero, la situazione cambia. Allo stesso modo, chi ha familiari a carico, spese sanitarie importanti o spese detraibili potrebbe non essere obbligato a presentare la dichiarazione, ma potrebbe comunque avere interesse a farla per ottenere un rimborso.

È importante distinguere tra non essere obbligatinon avere convenienza a presentarla. Sono due cose diverse. Se sei esonerato, puoi evitare la dichiarazione senza problemi. Però, se hai sostenuto spese detraibili, hai diritto a detrazioni, hai pagato più imposte del dovuto o hai un credito fiscale, presentare il modello 730 può permetterti di recuperare soldi. In altre parole: il fatto che tu possa non farla non significa automaticamente che ti convenga non farla.

La dichiarazione precompilata può essere utile proprio per questo. Accedendo online al servizio dell’Agenzia delle Entrate, puoi vedere quali dati sono già presenti, controllare redditi, spese sanitarie, detrazioni, familiari a carico e altri elementi. Se tutto è già corretto e non hai obblighi, potresti non dover inviare nulla. Se invece noti informazioni mancanti o crediti da recuperare, puoi valutare se presentare la dichiarazione direttamente online, tramite CAF o con l’aiuto di un commercialista.

In sintesi, non deve fare la dichiarazione dei redditi chi rientra nei casi di esonero previsti e non ha altri redditi, imposte o detrazioni da dichiarare. Però, prima di saltare l’appuntamento con il Fisco, è sempre meglio fare un controllo. La dichiarazione dei redditi può sembrare una scocciatura, ma a volte è proprio quella che ti permette di recuperare un rimborso. E quando il Fisco deve restituire qualcosa, vale la pena almeno dare un’occhiata.

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